Banche: conti correnti carissimi in Italia
E’ notizia di queste ore – ma noi ce ne siamo già accorti da un pezzo! – che l’Italia è maglia nera per quanto riguarda i costi dei conti correnti.
Un conto corrente tenuto presso una banca italiana può arrivare a costare, in media, oltre 250 euro all’anno. La Commissione Europea per la Tutela dei Consumatori ha infatti rilasciato la propria relazione sull’andamento del rapporto banche consumatori nei paesi aderenti all’UE. Dalla relazione emerge che l’Italia è il paese europeo in cui i conti correnti costano di più.
Per tirarci su il morale, c’è da dire che neanche in Spagna se la passano bene: 178 euro è il costo medio di un conto corrente. Va molto molto meglio in Germania, dove si spendono “solo” 89 euro. Non fa testo, a mio parere, la Bulgaria in cui un conto corrente costa in media 27 euro.
Ma diciamo che in quel paese non mi aspetto una diffusione capillare dell’uso dei conti correnti per la popolazione ed inoltre, è possibile che questi 27 euro siano una cifra spaventosamente alta per il bulgaro medio.
Ma qual è, oltre al costo, la critica che l’Europa fa alle banche italiane? La mancanza di trasparenza, la ricerca di artificiosità nella stesura dei fogli informativi, la poca chiarezza e, anche e purtroppo direi, la scarsa preparazione su temi finanziari dell’italiano medio.
Sulla poca chiarezza dei fogli informativi, dopo anni che si parla di trasparenza e che le banche si dichiarano pronte per lavorare per una maggiore trasparenza, posso confermare in prima persona, visti i fogli informativi che sto leggendo in questo periodo. Ottimo argomento per un mio prossimo intervento.
Fonte dati e immagine: ADN KRONOS

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